Quentin Tarantino - Citazioni

Da Famous Quotes, aforismi e citazioni in libertà.

Quentin Tarantino (1963 - vivente), regista, attore e sceneggiatore statunitense

  • Se non riesco a far parlare i personaggi, allora rinuncio. Se sono io a far parlare tra loro i personaggi allora sono fandonie e fasullaggini. Diventa eccitante quando un personaggio dice qualcosa e io penso: Wow, ha detto proprio così? Non sapevo che avesse una moglie e la pensasse così!
  • Se a una ragazza piace sedere in terza fila al cinema è una cosa fantastica. Potrei pensare a una relazione seria con lei, potrebbe essere l’inizio di una storia molto lunga.
  • Se un film d’azione funziona veramente, lo spettatore dovrebbe volere vestirsi come il suo eroe. Dopo aver visto Chow Yum-Fat in "A Better Tomorrow Part II", di John Woo, comprai immediatamente un lungo impermeabile, degli occhiali da sole e me ne andavo in giro con uno stuzzicadenti in bocca. Ogni volta che un personaggio è veramente "cool" in un film, tu vorresti vestirti come lui o bere la birra che beve lui: pensavo che Kevin Costner fosse così fottutamente tosto in "Bull Durham", che ho bevuto Miller High Life per un bel po'!
  • Quello che tento sempre di fare è di usare le strutture che vedo nei romanzi e applicarle al cinema. Per un romanziere non è un problema cominciare una storia dalla metà. Ho pensato che, se si riuscisse a concepire un sistema cinematografico analogo, sarebbe molto eccitante.
  • Per me la violenza è un soggetto del tutto estetico. Dire che non ti piace la violenza al cinema è come dire che al cinema non ti piacciono le scene di ballo.
  • La violenza fa parte di questo mondo e io sono attratto dall’irrompere della violenza nella vita reale. Non riguarda tizi che ne calano altri dall’alto di elicotteri su treni a tutta velocità o terroristi che fanno un dirottamento o roba simile. La violenza della vita reale è così: ti trovi in un ristorante, un uomo e sua moglie stanno litigando e all’improvviso l’uomo si infuria con lei, prende una forchetta e gliela pianta in faccia. È proprio folle e fumettistico, ma comunque succede: ecco come la vera violenza irrompe irrefrenabile e lacerante all’orizzonte della tua vita quotidiana. Sono interessato all’atto, all’esplosione e alla sua conseguenza.
  • Non credo di predicare alcun tipo di morale né di diffondere un messaggio in particolare, ma, con tutta la ferocia dei miei film, io penso che comunque si arrivi a una conclusione morale. Per esempio trovo molto toccante e profondo da un punto di vista morale e umano ciò che succede tra Mr. White e Mr. Orange alle fine de "Le Iene".
  • Per il cinema amo sia Bresson che i film di kung fu. C’è una grossa differenza tra le due cose, ma io le apprezzo entrambe per quello che sono.
  • Se lo chiedete a mia madre, lei vi dirà che il mio programma televisivo preferito in assoluto era "Batman", ne ero ossessionato. Adesso non mi piace un granché, ma ricordo che quando ero piccolo ne andavo pazzo.
  • A Hollywood puoi venire da qualsiasi posto, non hai bisogno di un diploma. Nessun diploma mi ha fatto avere un ingaggio come attore o uno come regista. A loro non interessa chi sei e da dove vieni: devi riuscire ad avere il primo lavoro, è dura ma allora sei sulla buona strada. Il resto sta a te, qualunque cosa hai da offrire.
  • Non mi interessa fare cartoni animati, ma rendere autentica la violenza.

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