Genova - Citazioni

Da Famous Quotes, aforismi e citazioni in libertà.

  • Ho ricordato, lo confesso, i versi di Montesquieu sul piacere di lasciare Genova e il famoso proverbio italiano: "Mare senza pesci, donne senza bellezza, ecc. ecc... (Stendhal)
  • I tiranni sono levati al potere a voce di popolo e per sua volontà ma senza alcuna giustificazione legale. Infatti di solito avviene che quando un gruppo politico prevale sull'altro, allora quelli che ne fanno parte, inorgogliti dal successo, si mettono a gridare: -Viva il tale! Viva il Tale! Muoia il tal altro. E quindi eleggono uno tra essi e uccidono, se non riesce a fuggire, chi prima comandava. Se poi accade che il partito avverso torni a prevalere accade che i suoi sostenitori fanno la stessa cosa che hanno fatto gli altri, e così, a furore di popolo tutto, viene abbattuto e distrutto. In questo modo si annientano tra di loro, castello contro castello, città contro città, vicini contro vicini; il che costituisce un gran danno per questo paese che potrebbe essere uno dei più belli, uno dei più ricchi e acccoglienti se vi regnasse la pace. (Boucicaut)
  • Puntuali sulla tabella di rotta scorgemmo le coste d'Italia e avvicinandosi le osservammo con trepidante curiosità. Nelle prime ore di uno splendido mattino estivo, emerse improvvisa la maestosa città di Genova innondata dalla luce del sole. Sembrava che si levasse fuori dall'acqua portandosi dietro numerosi palazzi, smaglianti sotto il suo riflesso dorato. Eravamo giunti al porto, e pensavamo di poter riposare, cercammo di farlo, chiudemmo per un attimo gli occhi ma spinti dalla frenesia dell'attesa cominciammo a girare per la città, desiderosi di conoscerla in ogni particolare. (Mark Twain)
  • Preferisco Genova a tutte le città che ho abitato. Mi ci sento perduto e familiare, piccolo e straniero. Ha una distesa di cupole, di monti calvi, di mare, di fumi, di neri fogliami, di tetti rosa e quella lanterna, così alta ed elegante, e meandri popolosi, labirinti affollati le cui viuzze salgono, scendono, si intersecano improvvisamente, sbucano sulla veduta del porto. Genova, una città piena di sorprese, di porte scolpite in marmo, ardesia, casse, formaggi, scale, biancheria al posto del cielo, cancellate, bizzarro dialetto dal suono nasale e irritante, dalle abbreviazioni strane. Vocaboli arabi o turchi. Mentre Firenze si contempla e Roma sogna e Venezia si lascia vedere, Genova si fa e rifà. (Paul Valéry)
  • Questa città è antica senza antichità, raccolta senza intimità e sudicia oltre ogni limite. E' costruita su una roccia, ai piedi di un anfiteatro di montagne che quasi abbracciano il più bello dei golfi. I genovesi hanno ricevuto dalla natura il porto migliore e più sicuro. Vista dal mare, specialmente verso sera, la città sembra più bella. Giace sulla riva come lo scheletro imbiancato di un animale gigantesco vomitato dal mare. Formiche nere che si chiamano genovesi vi strisciano sopra, onde azzurre lo bagnano ed il loro sciacquio sembra una ninna nanna. La luna, occhio pallido della notte guarda dall'alto, malinconica.(Heinrich Heine)