Elias Canetti - Citazioni

Da Famous Quotes, aforismi e citazioni in libertà.

Premio Nobel
Per la letteratura (1981)

Elias Canetti (1905 - 1994), scrittore tedesco di origine bulgara.

  • Alcuni raggiungono la loro massima cattiveria nel silenzio.
  • Chi è veramente intelligente nasconde di avere ragione.
  • Chi va dall'interprete di sogni butta via il maggior bene che possiede e merita la schiavitù in cui, in tal modo, immancabilmente cadrà.
  • Ciò che tu hai scoperto con orrore, risulta poi essere la semplice verità.
  • Come è facile dire: trovare se stesso! Quanto ci si spaventa, quando davvero accade!
  • Darwinismo capovolto: e se quelli che rimangono fossero sempre i peggiori?
  • Dare un nome alle cose è la grande e seria consolazione concessa agli uomini.
  • E se quelli che rimangono fossero sempre i peggiori?
  • Gli uomini non hanno più misura, per nulla, da quando la vita umana non è più la misura.
  • Gli uomini più tremendi: quelli che sanno tutto e ci credono. (da La provincia dell'uomo)
  • Ha gli occhi spietati di chi ha amato sopra ogni cosa.
  • I giorni vengono distinti fra loro, ma la notte ha un unico nome.
  • I libri che recensiva li leggeva solo in seguito. Così sapeva già quello che pensava.
  • I veri scrittori incontrano i loro personaggi solo dopo averli creati.
  • Il comportamento degli uomini è così equivoco che basta mostrarsi come si è per vivere completamente occultati e sconosciuti.
  • Il potere dà alla testa anche a chi non lo possiede, ma in questo caso la sbornia svanisce in fretta. (da La provincia dell'uomo)
  • Il progresso ha i suoi svantaggi: di tanto in tanto esplode.
  • Il successo ascolta solo l'applauso. È sordo a tutto il resto.
  • La cosa più dura: tornare sempre a scoprire ciò che già si sa.
  • La lingua del mio spirito continuerà ad essere il tedesco, e precisamente perché sono ebreo. Ciò che resta di quella terra devastata in ogni possibile modo voglio custodirlo in me, in quanto ebreo. Anche il suo destino è il mio: io però porto ancora in me un'eredità universalmente umana. Voglio restituire alla loro lingua ciò che le devo. (1944)
  • La megalomania dell'interprete: nella sua interpretazione si sente più ricco dell'opera.
  • La morte come desiderio si trova davvero ovunque, e non è necessario scavare molto nell'uomo per trarla alla luce. (da Massa e potere)
  • Leggendo i grandi autori di aforismi si ha l'impressione che si conoscano tutti bene fra loro. (da La rapidità dello spirito)
  • Lei lo sposò per averlo sempre con sé; lui la sposo per dimenticarla.
  • L'uomo ha raccolto tutta la saggezza dei suoi predecessori, e guardate quanto è stupido.
  • Nei libri che ricordiamo c'è tutta la sostanza di quelli che abbiamo dimenticato.
  • Non andar sempre fino in fondo. C'è tanto in mezzo!
  • Non credere a nessuno che dice sempre la verità.
  • Non dice nulla, ma come sa spiegarlo!
  • Nella storia intellettuale riguardo la maggior parte dei fenomeni sinistri c'è la mancanza del concreto.
  • Nell'amore le rassicurazioni valgono come annuncio del loro opposto.
  • Nell'eternità tutto è inizio, mattino profumato.
  • Ogni imbecille, basta che ne abbia voglia, può perturbare la mente più complicata.
  • Ognuno vuole amici potenti. Ma loro ne vogliono di più potenti.
  • Per quanti varrà ancora la pena di vivere appena non si morirà più?
  • Può un uomo che non impara più nulla provare ancora responsabilità? (da La provincia dell'uomo)
  • Se si sapesse di più del futuro, il passato sarebbe ancora più pesante.
  • Si vuole diventare migliori, si dice; ci si vuole solo rendere le cose più facili.
  • Sono avaro di quella libertà che sparisce non appena comincia l'eccesso dei beni.
  • Una madre è contenta di essere niente altro che una madre; ma dove troveresti un'altra persona che è soddisfatta con questo solo ruolo?
  • Una noia mortale emana da quelli che hanno ragione e lo sanno.
  • Un elemento pericoloso dei divieti è che ci si fida di essi e non si riflette su quando sarebbero da cambiare.