San Giovanni apostolo ed evangelista - Citazioni

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Indice

Scritti con annotazioni esplicative degli scritti di Giovanni apostolo ed evangelista

Vangelo secondo Giovanni

"Inno al Logos"

Immagine:Prologo.jpg

In principio era il Logos e il Logos che era in principio era presso Dio e Dio era il Logos questi, il Logos, in principio era presso Dio.

Tutto ciò che è venuto ad essere è venuto ad essere per mezzo del Logos che era in principio e senza il Logos che era in principio nulla sarebbe venuto ad essere di ciò che è venuto ad essere.

Nel Logos che era in principio era la vita e questa vita era la vera luce degli uomini e questa luce splende ancora nelle tenebre poiché le tenebre non sono mai riuscite ad offuscarla in maniera definitiva.



Venne per tutto ciò che a lui era proprio, e coloro che gli erano propri non lo compresero. A quelli che lo compresero dette loro facoltà di nascere figli di Dio.

Questi non da sangue né da volontà di carne né da volontà di uomo ma dal Dio sono nati. (Gv.1,10-13)


Chi crede in me ha la vita. (Gv.6,47)

Chi mangia di me vive per me. (Gv.6,51)

Sono venuto perché abbiate la vita e l'abbiate abbondantemente. (Gv.10,10)

Ora la vita eterna è questa, che ti conoscano, Padre, come io ti conosco, quale unico Dio. (Gv. 17,3)

Queste cose furono scritte perché crediate che Gesù è il Cristo, il figlio di Dio, e, credendo, abbiate la vita. (Gv.21,30-31)



Prima lettera di Giovanni

Ciò che era fin da principio, ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita (poiché la vita si è fatta visibile, noi l'abbiamo veduta e di ciò rendiamo testimonianza e vi annunciamo la vita eterna, che era presso il Padre e si è resa visibile a noi), quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunziamo anche a voi, perché anche voi siate incomunione con noi.

Seconda lettera di Giovanni

Saluto
Io, il presbitero, alla Signora eletta e ai suoi figli che amo nella verità, e non io soltanto, ma tutti quelli che hanno conosciuto la verità, a causa della verità che dimora in noi e dimorerà con noi in eterno: grazia, misericordia e pace siano con noi da parte di Dio Padre e da parte di Gesù Cristo, Figlio del Padre, nella verità e nell'amore.
Il comando della carità

Terza lettera di Giovanni


Saluto
Io, il presbitero, al carissmo Gaio, che amo nella verità. Carissimo, faccio voti che tutto vada bene e che tu sia in buona salute, come va bene per la tua anima.
Elogio di Gaio
Molto infatti mi sono rallegrato quando sono giunti alcuni fratelli e hanno reso testimonianza che tu sei verace in quanto tu cammini nella verità. Non ho gioia più grande di questa, sapere che i miei figli camminano nella verità.
Carissimo, tu ti comporti fedelmente in tutto ciò che fai a favore dei fratelli, benché forestieri. Essi hanno reso testimonianza della tua carità davanti alla Chiesa, e farai bene a provvederli nel viaggio in modo degno di Dio, perché sono partiti per amore del nome di Cristo, senza accettare nulla dai pagani. Noi dobbiamo perciò accogliere tali persone per cooperare alla diffusione della verità.


Apocalisse di Giovanni

Prologo
Rivelazione di Gesù Cristo che Dio gli diede per render noto ai suoi servi le cose che devono presto accadere, e che egli manifestò inviando il suo angelo al suo servo Giovanni. Questi attesta la parola di Dio e la testimonianza di Gesù Cristo, riferendo ciò che ha visto. Beato chi legge e beati coloro che ascoltano le parole di questa profezia e mettono in pratica le cose che vi sono scritte. Perchè il tempo è vicino.
Indirizzo
Giovanni alle sette Chiese che sono in Asia: grazia a voi e pace da Colui che è, che era e che viene, dai sette spiriti che stanno davanti al suo trono, e da Gesù Cristo, il testimone fedele, il primogenito dei morti e il principe dei re della terra.



Io sono il Primo e l'ultimo il Vivente, giacqui morto, infatti, ma eccomi vivo per i secoli dei secoli... (Apocalisse I,17-18)


Vidi poi un nuovo cielo e una nuova terra, poiché il cielo e la terra di prima erano scomparsi e il mare non c'era più.

Vidi anche la città santa, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. (Apocalisse XXI,1-2)


Atti di Giovanni

Atti del santo apostolo ed evangelista Giovanni il Teologo


Da Mileto a Efeso

Ma Giovanni spinto da una visione, si affrettò a Efeso. Perciò Damonico, Aristodemo suo parente e una persona molto ricca, Cleobio, e la moglie di Marcello, riuscirono a stento a trattenerlo ancora per un giorno a Mileto: si riposarono con lui e di buon mattino proseguirono.
Avevano già percorso circa quattro miglia quando discese dal cielo una voce, udita da noi tutti, dicendo: "Giovanni, a Efeso tu darai gloria al tuo Signore; tu, tutti i fratelli che sono con te ed alcuni di coloro che per mezzo tuo crederanno".
Pieno di gioia, Giovanni pensò che cosa sarebbe accaduto, che cosa sarebbe successo a Efeso, e disse: "Ecco, Signore, io vado in conformità della tua volontà. Accada ciò che tu desideri".

Atti del santo apostolo ed evangelista Giovanni il Teologo


Dopo avere parlato così, mi mostrò una croce di luce, stabile, e attorno alla croce c'era una grande folla di aspetto diverso, ma dentro di essa aveva lo stesso e identico aspetto.
Sulla croce vidi lo stesso Signore che non aveva alcuna forma, ma solo una voce. E non quella voce che ci era familiare, bensì una voce dolce, soave e veramente divina che mi disse:
- Giovanni, è necessario che uno ascolti da me queste cose, giacchè ho bisogno di uno che ascolti.
Questa croce di luce, a motivo di voi, a volte è da me chiamata lògos, a volte mente, a volte Gesù, a volte Cristo, a volte porta, a volte via, a volte pane, a volte semente, a volte risurrezione, a volte figlio, a volte padre, a volte spirito, a volte vita, a volte verità, a volte fede, a volte grazia: così è chiamata per gli uomini.
Ma in realtà, considerata in se stessa, concepita ed espressa per noi, essa è la distinzione di ogni cosa, la stabile elevazione delle cose instabili e l'armonia della sapienza.
Essendo dunque sapienza nell'armonia, in essa c'è posto per la destra e la sinistra, per la forza e la potenza, per le dominazioni e i demoni, per le opere e le minacce,per le ire e i diavoli, per satana e la radice profonda dalla quale procede la natura delle cose che vengono all'esistenza.
Questa croce è così ciò che, per mezzo del lògos, unisce a sé tutte le cose insieme, che distingue le cose che devono accadere in futuro e quanto in esse si trova, e condensa poi tutto in uno. -

Atti del santo apostolo ed evangelista Giovanni il Teologo (98,I-II-III;99,I)




"Apocrifo di Giovanni" o "L'insegnamento segreto di Giovanni"

Indice

1. Introduzione 2. L'essere Supremo 3. Il mondo della Luce 4. Barbelo 5. Il Figlio 6. Quattro luminari, quattro forze, dodici eòni 7. Adamas, l'uomo perfetto 8. La caduta 9. Jaldabaoth 10. Il mondo delle tenebre 11. Le dodici potenze 12. Debolezza e orgoglio 13. Le forme dei sette e Jaldabaoth 14. Jaldabaoth ordinatore orgoglioso 15. Pentimento e restaurazione 16. Pentimento di Sofia 17. Presunzione di Jaldabaoth 18. Preghiera della pienezza 19. L'uomo nel mondo delle tenebre 20. L'immagine del primo uomo 21. Le potenze ne riproducono l'immagine: l'uomo psichico 22. Gli angeli formano le parti del corpo 23. Il soffio di Jaldabaoth 24. Lotta per l'uomo tra luce e tenebre 25. L'aiuto del Metropator 26. Una creazione nuova: l'uomo materiale 27. L'uomo nel paradiso 28. Il "sonno" di Adamo 29. La donna 30. L'albero della conoscenza 31. Jaldabaoth, Zoe, Eva e i suoi figli 32. Conclusione 33. Destini diversi 34. Le sette domande di Giovanni 35. Il "diluvio" 36. Triste destino dell'umanità 37. Il Salvatore e la salvezza 38. Conclusione



Inno al Padre
Gloria a te, o Padre!
- e noi ci muovevamo in circolo, rispondendogli amen.
Gloria a te, Logos! Gloria a te Grazia!
Gloria a te, Spirito! Gloria a te, o Santo! Gloria alla tua gloria!
Noi ti lodiamo Padre; ti ringraziamo, o luce in cui non c'è tenebra.
Ed ora dirò perché ringraziamo:
Voglio essere salvo e voglio salvare.
Voglio essere sciolto e voglio sciogliere.
Voglio essere ferito e voglio ferire.
Voglio essere generato e voglio generare.
Voglio udire e voglio essere udito.
Voglio essere pensato, io che sono tutto pensiero.
Voglio essere lavato e voglio lavare.
La Grazia danza. Voglio suonare il flauto. Danzate tutti.
Voglio lamentarmi; piangete tutti.
L'unica ogdoade salmeggia con noi.
Il numero dodici danza in alto.
Al tutto è concesso in alto di danzare.
Chi non danza, non sa cosa succede.
Voglio fuggire e voglio rimanere.
Voglio ornare e voglio essere ornato.
Voglio essere unito e voglio unire.
Una casa non ho e case io ho.
Un luogo non ho e luoghi io ho.
Un tempio non ho e templi io ho.
Una lampada sono io per te che mi guardi.
Uno specchio sono io per te che mi intendi.
Una porta sono io per te che mi bussi.
Una strada sono io per te, passeggero.